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CAM Edilizia 2026: nuovi Criteri Ambientali Minimi
Normativa

CAM Edilizia 2026: cosa cambia per chi specifica un monoblocco

Nuovi Criteri Ambientali Minimi in vigore dal 2 febbraio 2026.

Data
22 Aprile 2026
Autore
Marco Lai — Ufficio Marketing
Lettura
7 min

Dal 2 febbraio 2026, i nuovi Criteri Ambientali Minimi per l'edilizia (DM 24 novembre 2025) sostituiscono definitivamente quelli del 2022. Non si tratta di un aggiornamento marginale: cambia il modo in cui si specifica, si documenta e si verifica un componente edilizio nei lavori pubblici.

Le novità si concentrano su tre aree principali: digitalizzazione (BIM obbligatorio come clausola contrattuale), analisi del ciclo di vita (LCA e LCC nella progettazione preliminare) e ampliamento del perimetro applicativo (non più solo edilizia residenziale, ma qualsiasi struttura pubblica). La Circolare MASE del 10 aprile 2026 ha chiarito il regime temporale: i CAM 2022 si possono ancora applicare solo se il progetto è stato validato con il precedente DM 23/06/2022 e la gara viene avviata entro tre mesi dal 2 febbraio 2026 (scadenza operativa: 2 maggio 2026). La sezione di aggiornamento in chiusura riporta i dettagli operativi.

Il BIM diventa clausola contrattuale obbligatoria

Con i CAM 2022, il Building Information Modeling era un riferimento generico, un "nice to have" citato senza vincoli operativi. Con i CAM 2026, il BIM diventa una clausola contrattuale obbligatoria: la stazione appaltante deve richiedere che il progetto sia sviluppato in ambiente BIM e che ogni componente edilizio sia rappresentato con oggetti informativi completi.

Questo significa che ogni componente BIM deve contenere geometria reale — non blocchi simbolici — e parametri prestazionali verificabili: trasmittanza termica, potere fonoisolante, resistenza meccanica. Un oggetto generico senza dati certificati non soddisfa più il requisito.

EFESTO mette a disposizione oltre 100 file Revit/RFA dei propri sistemi monoblocco — AV, T, TP, FRG, TND, ZANZ — con dati prestazionali certificati e aggiornati.

LCA e LCC: il ciclo di vita nella progettazione preliminare

I CAM 2026 introducono l'obbligo di condurre un'analisi LCA (Life Cycle Assessment) e LCC (Life Cycle Costing) già nelle fasi di progettazione preliminare. Non è più sufficiente dichiarare le prestazioni a regime: occorre documentare l'intero ciclo di vita del componente, dalla produzione allo smaltimento.

Per un monoblocco, l'analisi LCA richiede di documentare:

  • Composizione dei materiali: tipo, provenienza, impatto ambientale
  • Contenuto di materiale riciclato: percentuale dichiarata e verificabile
  • Durabilità e manutenibilità: vita utile attesa
  • Fine vita: disassemblabilità, separabilità dei materiali

I sistemi EFESTO sono progettati con materiali meccanicamente separabili — XPS, fibrocemento, OSB/Carply, alluminio — il che consente una disassemblabilità reale a fine vita e semplifica la documentazione richiesta dai nuovi CAM per l'analisi del ciclo di vita.

Requisiti specifici per materiali da costruzione

75%
Acciaio

Contenuto riciclato minimo

5%
Calcestruzzo

Contenuto riciclato minimo

30%
Aggregati

Da riempimento: riciclato/recuperato

70%
Obiettivo recupero

Rifiuti da costruzione e demolizione

Il decreto introduce un periodo transitorio di 36 mesi per il calcestruzzo, consentendo un adeguamento graduale della filiera. Viene inoltre introdotto il nuovo obbligo del "Piano di riuso, riciclo e recupero", un documento che il progettista deve allegare al progetto esecutivo per dimostrare come i materiali saranno gestiti a fine vita dell'edificio.

L'ambito si estende oltre l'edificio residenziale

I CAM 2022 si concentravano prevalentemente sull'edilizia residenziale. Con i CAM 2026, il perimetro si estende a qualsiasi struttura oggetto di appalto pubblico: scuole, strutture sanitarie, impianti sportivi, uffici, infrastrutture. Questo significa che la conformità ai Criteri Ambientali Minimi diventa un requisito trasversale, indipendente dalla destinazione d'uso dell'edificio.

Per il progettista, la conformità CAM del monoblocco non è solo un requisito di capitolato: è la condizione per accedere ai canali di incentivazione più vantaggiosi del 2026.

Il nesso con il Conto Termico 3.0 è diretto: gli interventi che dimostrano conformità ai CAM 2026 accedono a premialità dedicate e punteggi aggiuntivi nelle graduatorie di incentivazione, rendendo la scelta di componenti certificati un vantaggio competitivo concreto nella progettazione pubblica.

Il nesso con la UNI 11979:2025

La UNI 11979:2025 è la prima norma italiana che definisce requisiti prestazionali, metodi di prova e criteri di classificazione specifici per i monoblocchi termoisolanti per serramenti. La sua pubblicazione rappresenta un punto di svolta per il settore, perché introduce un linguaggio tecnico condiviso e parametri misurabili per un componente che fino ad oggi non aveva una normativa dedicata.

La UNI 11979:2025 definisce:

  • Trasmittanza termica lineare (Ψ)
  • Differenza del potere fonoisolante (ΔRw)
  • Resistenza meccanica
  • Documentazione minima

EFESTO è tra i primi produttori italiani certificati UNI 11979:2025 e conformi ai CAM 2026. Con ingegnere interno autorizzato per le verifiche termoacustiche.

Checklist operativa per il progettista

  • Conformità UNI 11979:2025 — Parametri Ψ e ΔRw dichiarati e certificati?
  • File BIM nativi — Oggetti Revit/RFA con dati prestazionali reali, non generici?
  • Documentazione LCA — Composizione materiali, contenuto riciclato, disassemblabilità?
  • Dichiarazione di conformità CAM 2026 — Non solo autocertificazione, ma dati verificabili?
  • Progettazione su stratigrafia — Il monoblocco è progettato sulla muratura specifica del cantiere?
  • Supporto tecnico — Il produttore ha un ingegnere interno per le verifiche termoacustiche?
  • Formazione personale — Documentazione accreditata per il personale di cantiere?

La finestra transitoria operativa

Il 10 aprile 2026 il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato la circolare che chiarisce il regime temporale di applicazione dei nuovi CAM. Tre punti operativi da conoscere:

  • Criterio della validazione del progetto — Si possono ancora applicare i CAM 2022 solo se il progetto è stato validato secondo il precedente DM 23/06/2022. La data di validazione del progetto rileva tanto quanto la data di avvio della gara.
  • Finestra di tre mesi — Se il progetto è stato validato con il vecchio DM, la gara deve essere avviata entro tre mesi dal 2 febbraio 2026. Scadenza operativa: 2 maggio 2026.
  • Dopo il 2 maggio 2026 — Si passa ai nuovi CAM 2026 senza eccezioni. Nessuna ulteriore fase transitoria è prevista.

La guida operativa pubblicata da Ambiens il 19 aprile 2026 fornisce ulteriori indicazioni sulla disciplina transitoria e sui casi di coordinamento con il Codice dei Contratti Pubblici.

Per il progettista: se avete un progetto validato con il vecchio DM e state preparando la gara, i giorni utili per applicare i CAM 2022 sono contati. Se invece state validando un progetto nuovo, il capitolato deve essere allineato ai CAM 2026 dall'inizio.

Fonti

DM 24 novembre 2025 (CAM Edilizia 2026) | Circolare MASE 10 aprile 2026 (regime temporale) | Guida operativa Ambiens 19 aprile 2026 | UNI 11979:2025 | Direttiva UE 2024/1275 (EPBD IV) | Fonti: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ingenio, BibLus (Acca), LavoriPubblici, Ambiens

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