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Quattro ponti termici del foro finestra
Progettazione

I quattro ponti termici del foro finestra, uno per uno

Cassonetto, spalle, davanzale, telaio: le quattro discontinuità critiche dell'involucro e come il monoblocco progettato sulla stratigrafia le risolve.

Data
28 Maggio 2026 · agg. 4 giu 2026
Autore
Marco Lai — Ufficio Marketing
Lettura
7 min

Nel calcolo del fabbisogno energetico di un edificio, il foro finestra è il punto in cui l'involucro perde simultaneamente continuità geometrica, continuità di materiale e continuità di tenuta. Quattro lati, quattro discontinuità, quattro ponti termici distinti.

Trattarli come un'unica voce — "Ψ del foro finestra" — è una semplificazione che funziona in fase concettuale, ma che in fase esecutiva nasconde il problema invece di risolverlo. Ogni lato ha una sua fisica, una sua patologia tipica, una sua soluzione. Questo articolo li affronta uno per uno: cosa accade se non gestiti, come vengono quantificati, cosa fa la differenza progettuale.

Il cassonetto dell'avvolgibile

È il punto più critico del foro finestra, e quello storicamente meno presidiato. Il cassonetto dell'avvolgibile crea un vano che interrompe la stratigrafia muraria sopra al telaio, riducendo lo spessore utile di isolamento e introducendo aria fredda a contatto con la struttura interna.

Cosa accade se non gestito

  • Dispersione termica concentrata nella fascia superiore del foro
  • Formazione di condensa sulla superficie interna del cassonetto in regime invernale
  • Sviluppo di muffa sull'angolo soffitto-cassonetto, che è il punto a temperatura superficiale più bassa
  • Rumore esterno trasmesso direttamente nell'ambiente attraverso il vano

Il cassonetto va trattato come una scatola termoisolante chiusa, non come un volume cavo da nascondere. Materiale isolante continuo lungo tutte le pareti del vano, ispezione che non interrompe la coibentazione, tenuta all'aria sulle interfacce con il foro e con la muratura.

Su un monoblocco prefabbricato per avvolgibili (sistema AV), il cassonetto è già coibentato in stabilimento con XPS e fibrocemento, l'ispezione frontale interna è progettata per non rompere il piano isolante, e l'interfaccia con il telaio dell'infisso è dichiarata.

Le spalle laterali

Sulle due spalle laterali del foro, dove la muratura incontra il controtelaio del serramento. È il ponte termico geometrico più diffuso, presente anche dove cassonetto e davanzale sono ben risolti.

Cosa accade se non gestito

  • Sottoclassi energetiche dell'involucro che non rispettano i target dichiarati a progetto
  • Patine di umidità lungo le spalle in inverno, in particolare nei punti dove il cappotto si ferma
  • Riduzione del comfort percepito (asimmetria radiante)

La soluzione è la continuità del piano isolante esterno (cappotto) fino al telaio del serramento. Quando il cappotto deve interrompersi, l'isolamento del controtelaio deve compensare la riduzione di spessore con un materiale a conducibilità termica equivalente o superiore.

Il valore Ψ tipico di una spalla mal risolta supera 0,3 W/m·K. Una spalla risolta correttamente, con monoblocco progettato sulla stratigrafia, scende a valori inferiori a 0,1 W/m·K. Su un edificio con 20 fori finestra, la differenza è misurabile in classe energetica.

Il davanzale e il sottobancale

Sotto il telaio del serramento, dove il davanzale esterno si appoggia sulla muratura e il sottobancale interno chiude la stratigrafia. È il lato più esposto a infiltrazione d'acqua e il più frequente luogo di patologie murarie.

Cosa accade se non gestito

  • Risalite di umidità dalla muratura inferiore
  • Distacco dell'intonaco interno nei mesi invernali
  • Dispersione termica diffusa, percepita come "freddo che entra dalla finestra" anche a infisso chiuso

Il sottobancale deve essere un elemento termico continuo, non una finitura. Deve sigillare la sezione muraria sotto al telaio, garantire la pendenza esterna per il deflusso dell'acqua, e mantenere il piano isolante coerente con il resto del foro.

Nei sistemi monoblocco prefabbricati, il sottobancale viene fornito già dimensionato (ad esempio sottobancale SB Classic) e si monta in continuità con il controtelaio. Riduce il numero di operazioni in cantiere ed elimina le sovrapposizioni di materiali eterogenei.

L'interfaccia controtelaio-muratura

È il giunto perimetrale tra il controtelaio (o il monoblocco) e la muratura grezza. È un ponte termico nascosto: non lo si vede a opere finite, ma è quello che determina se gli altri tre interventi tengono nel tempo.

Cosa accade se non gestito

  • Infiltrazioni d'aria che vanificano la classe di tenuta dichiarata dall'infisso
  • Condensa interstiziale dentro il giunto, invisibile fino alla manifestazione del danno
  • Decadimento prestazionale progressivo dell'intero foro finestra

È il piano coperto dalla UNI 11673 (posa qualificata) con il principio dei tre piani di tenuta: tenuta all'acqua all'esterno, isolamento termico al centro, tenuta all'aria all'interno. Il monoblocco prefabbricato semplifica il piano centrale (l'isolamento è continuo per costruzione), lasciando al posatore solo i due piani di sigillatura perimetrale.

Come si quantifica un ponte termico

Ψ
Trasmittanza termica lineare

Espressa in W/m·K, calcolata per modellazione FEM

FEM
Modellazione agli elementi finiti

Sulla base di stratigrafia muraria e geometria del nodo

13789
UNI EN ISO 13789

Riferimento normativo per il fabbisogno energetico

APE
Trasmittanza media involucro

La somma dei Ψ entra direttamente nel calcolo

Dal 3 giugno 2026 il calcolo puntuale è obbligatorio

Fino a poco fa i ponti termici si potevano coprire con una maggiorazione forfettaria del 5-10% sulle dispersioni dell'involucro. In quel forfait la qualità del nodo foro finestra spariva: un cassonetto ben coibentato e uno trascurato pesavano allo stesso modo nel calcolo.

Non è più così. Il nuovo Decreto Requisiti Minimi (DM 28 ottobre 2025), in vigore dal 3 giugno 2026, elimina il forfait e impone il calcolo esplicito di ogni ponte termico, anche nell'edificio di riferimento, sia per la nuova costruzione sia per le ristrutturazioni importanti. Per i nodi critici il calcolo va eseguito con modellazione 2D o 3D secondo la UNI EN ISO 10211.

I nodi che la norma richiede di valutare sono — testualmente — ancoraggio del balcone, davanzale, spalla, architrave e cassonetto dell'avvolgibile. Quattro di quei cinque stanno sul foro finestra; l'ancoraggio del balcone è l'unico che non ci sta. Ma solo tre — cassonetto, spalla e davanzale — coincidono con altrettanti lati di cui parla questo articolo: il decreto elenca l'architrave separatamente dal cassonetto, e va quindi calcolato come nodo a sé anche dove la fascia superiore del foro è occupata dal cassonetto dell'avvolgibile. Il quarto lato trattato qui, il giunto perimetrale fra controtelaio e muratura, in quell'elenco non compare come voce autonoma: è il piano della posa, quello della UNI 11673, ed è ciò che determina se i valori calcolati sugli altri nodi reggono in opera.

La conseguenza pratica è doppia. Primo: un APE redatto dopo il 3 giugno 2026 non è confrontabile con uno precedente, perché cambia l'edificio di riferimento. Secondo, e più importante per chi progetta: il valore Ψ reale di cassonetto, davanzale, spalla e architrave non è più un dettaglio assorbito da una media, ma un dato che entra nel calcolo e sposta la classe energetica.

Avere monoblocchi con valori Ψ dichiarati per nodo e supportati da rapporti di prova non è quindi una formalità: è il dato di partenza del calcolo. Da distinguere dalla direttiva EPBD IV (Case Green), il cui recepimento nazionale è ancora atteso: l'obbligo di calcolo puntuale dei ponti termici, invece, è già operativo.

Cosa fa la differenza nel monoblocco

  • Continuità del materiale isolante — lungo l'intero perimetro del controtelaio, senza interruzioni e senza ponti di materiale ad alta conducibilità
  • Dimensionamento sulla stratigrafia muraria specifica — non un modello standard adattato, ma un componente progettato per quel muro
  • Documentazione prestazionale dichiarata — valori Ψ per nodo supportati da prove di laboratorio, utilizzabili dal progettista nel calcolo energetico

Il foro finestra progettato a 360 gradi

EFESTO progetta ogni monoblocco sulla base della stratigrafia muraria del cantiere. La gamma — AV per avvolgibili, T per infissi, TP per persiane, FRG per frangisole, TND per tende, ZANZ per zanzariere — è dichiarata conforme alla UNI 11979:2025, con valori Ψ disponibili per ogni configurazione.

Sono disponibili oltre 100 file Revit/RFA scaricabili dal portale tecnico, utili al progettista in fase di calcolo energetico e di redazione del fascicolo BIM.

L'ufficio tecnico, con ingegnere interno abilitato, supporta progettisti e termotecnici nel dimensionamento dei nodi e nella scelta della configurazione più coerente con il calcolo energetico dell'edificio.

Fonti

DM 28 ottobre 2025 "Requisiti Minimi" (in vigore dal 3 giugno 2026, aggiorna il DM 26 giugno 2015) | UNI 11979:2025 "Controtelai per serramenti — Prestazioni e requisiti" | UNI EN ISO 10211 "Ponti termici in edilizia" | UNI EN ISO 13789 "Coefficienti di trasferimento termico" | Direttiva UE 2024/1275 (EPBD IV) | Fonti: Ente Italiano di Normazione (UNI), Istituto Giordano, ANIT, Ingenio, BibLus/ACCA

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