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Spifferi da finestre e cassonetto: la tenuta all'aria del foro finestra
Tecnico

Spifferi da finestre e cassonetto: dove nascono davvero

Il freddo che entra a finestra chiusa non è (solo) colpa del serramento. Tre sorgenti — infisso, giunto di posa, cassonetto — e perché la posa conta quanto la finestra.

Data
15 Luglio 2026
Autore
Marco Lai — Ufficio Marketing
Lettura
6 min

La corrente d'aria che si sente vicino alla finestra anche con tutto chiuso, la tenda che si muove, la fiamma di una candela che trema sul davanzale. Lo spiffero è il segnale che il foro finestra non è a tenuta d'aria — e quasi mai il colpevole è soltanto il serramento.

Lo spiffero non è solo un fastidio. È aria fredda che entra e aria calda che esce di continuo: una dispersione che lavora giorno e notte. Le stime di settore attribuiscono agli spifferi fino a circa il 30% delle dispersioni di calore in un'abitazione datata. E la stessa aria che passa porta con sé l'umidità che genera condensa e muffa negli angoli più freddi.

La tenuta all'aria si misura

La capacità di un serramento di non far passare aria non è un'opinione: è una prestazione misurata e classificata. La norma UNI EN 12207 definisce la permeabilità all'aria in classi da 1 a 4.

1-4
Classi UNI EN 12207

La permeabilità all'aria è classificata da 1 a 4: la classe 4 è la migliore tenuta.

600 Pa
Prova UNI EN 1026

Il serramento è sottoposto a pressione crescente fino a 600 Pa, come una raffica di vento a circa 110 km/h.

Più alta è la classe, meno aria filtra. Ma c'è un limite di cui tenere conto.

La classe si riferisce al serramento provato in laboratorio. Una finestra in classe 4 installata male lascia comunque passare aria. La tenuta reale la fa il sistema — serramento, posa e cassonetto insieme — non il singolo pezzo.

Le tre sorgenti dello spiffero

1. Il serramento

Guarnizioni usurate o schiacciate, ferramenta mal regolata, profili di classe bassa. Un infisso vecchio perde aria lungo il perimetro dell'anta, dove la battuta non chiude più come dovrebbe.

2. Il giunto di posa

È il collegamento tra il telaio e la muratura. Quando è sigillato male — o affidato alla sola schiuma poliuretanica lasciata a vista — diventa la via d'aria più sottovalutata. La posa non eseguita a regola d'arte è una delle cause più frequenti di spifferi, e non si vede a occhio.

3. Il cassonetto

La feritoia da cui esce la tapparella mette l'ambiente interno in comunicazione diretta con l'esterno. Se il cassonetto non è isolato né a tenuta, è il classico "buco nero" energetico del foro finestra: aria che entra dall'alto, calore che se ne va.

Il punto che tutti dimenticano: la posa

Si sceglie la finestra guardando il vetro e il profilo, ma la tenuta all'aria nel tempo dipende in gran parte da come viene installata. La norma UNI 11673 definisce la posa qualificata sul principio dei tre piani di tenuta:

  • Tenuta all'aria sul lato interno — il piano che deve essere più stagno
  • Isolamento termico nel giunto centrale tra telaio e muratura
  • Tenuta all'acqua e traspirazione sul lato esterno

La verifica si esegue con il blower door test, che mette l'edificio in pressione e depressione e misura le infiltrazioni reali. È la posa qualificata a rendere concreta la classe di tenuta dichiarata dal serramento: senza, resta un dato di laboratorio.

Il principio pratico è uno: più stagno dentro che fuori. L'aria calda e umida non deve entrare nel giunto dall'interno; l'eventuale vapore deve poter uscire verso l'esterno. È così che lo spiffero — e la muffa che spesso lo accompagna — non trovano la via.

Perché i rimedi rapidi non bastano

Come per la condensa, i rimedi rapidi tamponano il sintomo ma lasciano il perimetro permeabile. Uno per uno:

Guarnizioni adesive e paraspifferi

Riducono la corrente più evidente, ma si schiacciano e si staccano: la loro efficacia dura una stagione o due, poi lo spiffero torna.

Silicone e schiuma a vista

Chiudono la fessura visibile, ma non ricostruiscono i piani di tenuta del giunto. La schiuma lasciata a vista, inoltre, degrada con i raggi UV e perde elasticità.

Pannelli isolanti nel cassonetto

Migliorano l'isolamento termico, ma non chiudono la feritoia né il giunto con la muratura. Riducono la dispersione, non la permeabilità all'aria del nodo.

Nessuno di questi interventi ripristina la tenuta all'aria del sistema. Abbassano il sintomo, ma il perimetro del foro finestra resta una via d'aria.

Un perimetro a tenuta, non una toppa

Chiudere gli spifferi in modo definitivo significa agire sul sistema, non sulla singola fessura: un serramento a tenuta di classe adeguata, una posa qualificata secondo la UNI 11673, e un cassonetto isolato e sigillato. È qui che il monoblocco prefabbricato fa la differenza:

  • Perimetro di posa prefabbricato, con le interfacce di tenuta già progettate: meno variabili lasciate all'improvvisazione in cantiere
  • Cassonetto coibentato e a tenuta, che toglie la feritoia come via d'aria
  • Piani di tenuta con la muratura coerenti con la UNI 11673
  • Dimensionamento sulla stratigrafia muraria specifica, non adattato a posteriori

L'intervento e gli incentivi

La sostituzione di infissi e serramenti — comprensiva del cassonetto e della posa — rientra tra gli interventi agevolabili (Ecobonus e Bonus Casa) quando migliora l'isolamento e rispetta i valori limite di trasmittanza (Uw) previsti per la zona climatica dal DM 6 agosto 2020. La comunicazione va inviata al portale ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori; il 2026 resta l'anno più conveniente, prima del calo delle aliquote dal 2027.

Come lo affronta EFESTO

EFESTO progetta ogni monoblocco sulla stratigrafia muraria del cantiere e lo produce nello stabilimento di Villaspeciosa, in Sardegna. Il cassonetto arriva coibentato e a tenuta, le interfacce con muratura e infisso sono dichiarate, e l'intera gamma — AV per avvolgibili, T per infissi, TP per persiane, FRG per frangisole, TND per tende, ZANZ per zanzariere — è conforme alla UNI 11979:2025. L'ufficio tecnico, con ingegnere interno abilitato, affianca serramentisti e imprese sui dettagli di posa e tenuta.

Lo spiffero non si tampona: si progetta il foro finestra perché non ci sia.

Fonti

UNI EN 12207 "Permeabilità all'aria — Classificazione" | UNI EN 1026 "Permeabilità all'aria — Metodo di prova" | UNI 11673-1 "Posa in opera dei serramenti" | UNI 11979:2025 "Controtelai per serramenti" | DM 6 agosto 2020 (requisiti Ecobonus) | Fonti: Posa Qualificata (ACMI), Ente Italiano di Normazione (UNI), Ingenio, BibLus (ACCA), ENEA

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